Riflessioni

Guardare dietro la maschera

L'esistenza, prima o poi, vuole far cadere tutte le maschere.

Molti hanno speranze per il futuro. Ognuna di queste contiene dei risultati. Desideriamo ottenere risultati migliori rispetto a quelli attuali. Generalmente cerchiamo qualcosa che è possibile invidiare a qualcun altro, che è possibile trovare nella vita di qualcun altro, qualcosa di visibile, qualcosa che si possa raccontare. Prova a pensarci, qualsiasi cosa tu desideri è possibile raccontarla perchè è possibile vederla. Ad esempio un partner, una famiglia, è possibile vederli e raccontarli, il sentimento dell’amore no. Si può solo sentire.

Cosa ci riserva il futuro? Nulla di visibile. La spinta più forte in questi tempi è una spinta di verità. L’esistenza vuole far cadere tutte le maschere. Ciò che sotterraneamente scricchiolava ormai da tempo inizia a mostrare le sue crepe. Questa non è una cosa comoda per nessuno. Essere smascherati non è piacevole. Per questo motivo quasi tutti continuano a tenersi stretta questa maschera, lottando e resistendo alla vita, agli eventi, ai messaggi, solo per evitare che la verità giunga alla coscienza. Serve una grande motivazione per aprire il tuo mondo interno ad una osservazione imparziale.

Quindi, ad esempio, avendo dato più importanza alla sicurezza hai scelto un lavoro che ti garantiva uno stipendio sicuro, ora questa scelta ti pesa, non ti rende felice, ma vedere chiaramente questa cosa ti porterebbe a fare scelte che non pensi di essere ancora pronto a compiere. Oppure hai scelto il tuo partner mettendo al primo posto la sicurezza economica, ha uno stipendio sicuro, hai messo su famiglia. Ora la relazione non funziona. Questo dovrebbe portarti a vedere cosa hai fatto, ciò che ora stai pagando. Ma non vuoi osservarlo perché sarebbe troppo penoso, è più semplice dare a qualcun altro tutta la colpa. O ancora, ti porti dietro colpa e/o vergogna per qualcosa che è accaduto in passato. Questo ti porta a metterti continuamente in situazioni disfunzionali o semplicemente di infelicità. E’ più semplice dire che il mondo è cattivo, è più facile lamentarsi, lo è meno decidere di andare a sollevare quel velo, riaprite le ferite per poterle medicare e guarire.

Vogliamo difenderci dal dolore e dalla sofferenza e così facendo ci condanniamo ad un degrado lento ma inesorabile. Siamo come bambini che preferiscono non ripulire la ferita per evitare quel dolore ulteriore e, così facendo, la lasciano infettare bloccando la possibilità che si rimargini. Spesso la guarigione è nella scelta che non faresti mai, pretende che tu vada a guardare dove non cercheresti mai.

A quale soglia sei?

Cinque domande per riconoscere il passaggio che stai vivendo, e ricevere la pratica giusta per te.

Antonio D'Elia

Antonio D'Elia
Counselor transpersonale e autore. Accompagna ritiri di ricerca interiore e percorsi individuali con La Soglia dell'Anima.
Autore di Evolvere le Relazioni e Ciò che sei non è (WIP Edizioni).

Domande frequenti

Perché è così difficile togliersi la maschera?

Perché smascherarsi significa vedere scelte fatte per sicurezza — nel lavoro, nella coppia — che ora pesano. È più comodo dare la colpa all'esterno che sollevare il velo e guardare. Ma è proprio lì che comincia la guarigione.

Cosa aiuta a guardare dietro la propria maschera?

Una grande motivazione e uno sguardo imparziale sul proprio mondo interno. Spesso la guarigione è nella scelta che non faresti mai: andare a guardare dove non cercheresti, per medicare una ferita invece di lasciarla infettare.

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