Nel percorso di risveglio, prima o poi, metterai tutto in discussione, anche ciò che ritenevi fosse “positivo”. Iniziamo con la vacanza, mi sembra il periodo adatto.
La vacanza è figlia del vecchio mondo materialista. Hai bisogno di evadere, di ricaricare le batterie, di spensieratezza, quindi che fai? Vai in vacanza. Ma, se abbiamo bisogno di evadere, è semplicemente perché la vita non ci soddisfa. Stai cercando un riparo, lontano dal quotidiano. Se senti il bisogno di ricaricarti è solo perché la tua vita ti consuma, non è in sintonia con il tuo Essere. Allo stesso modo cerchi un momento di spensieratezza perché la tua vita non è spensierata, non è sentita, è mentale, programmata, artificiale. Osserva. La voglia di vacanza è un sintomo. Un sintomo di qualcosa che non va nella tua vita quotidiana. Pensiamo che la vita sia questa solo perché tutti la conducono, con più o meno successo, in modo simile.
E’ vero, abbiamo costruito un modello di vita fallimentare che favorisce l’infelicità (piuttosto che aiutarci l’un l’altro ci siamo isolati e lottiamo per aver più dell’altro), ma questo non ti giustifica, dovrebbe stimolarti a prenderne coscienza e ad agire per costruire esempi differenti. E’ proprio qui, in questo punto che possono sorgere nuove domande al tuo interno. Ho sempre immaginato un mondo in cui lavoro e tempo libero avessero lo stesso significato, mi sono chiesto come si potesse realizzare. Le domande sono come una stazione, un luogo da cui partire, mettersi in viaggio. Il viaggio è sempre interiore, a prescindere da quanta strada ti porti a percorrere nel mondo fisico. Il viaggio è una scoperta in cui ogni giorno basta a se stesso. Non sai cosa accadrà dopo. Non sai a che ora mangerai o dove andrai a dormire il giorno dopo. Segui semplicemente il flusso di indicazioni.
Il viaggio è incertezza, è l’avventura del giovane pastore Santiago (vedi l’alchimista di Coehlo) . È proprio l’incertezza ad insegnarti ad ascoltare il presente ed a muoverti in sintonia con esso… un istante dopo l’altro.